Il prestito da persona a persona ecco ZOPA
Il sistema creditizio internazionale ha forse trovato un degno avversario? Il vento é cominciato a cambiare, quando proprio nei paesi dove é forte il disagio e la povertá, é nato un sistema per consentire a chiunque di accedere a prestiti personali. E’ nato così il microcredito, una forma di prestito di ridotta entitá rivolta a coloro che vengono considerati dalle banche "soggetti non solvibili".
L’idea alla base di questa operazione era l’idea che, solo sostenendo quella marea umana di poveri a costruirsi una sicurezza economica, si poteva interrompere quel circolo vizioso che nasceva dalla povertá, passava per gli aiuti umanitari e finiva nuovamente nella povertá. In poche parole, sostenendo il credito si sosteneva e spingeva in alto un’intera economia: niente elemosina, solo soldi prestati a chi li usa per crearsi un lavoro.
E così dall’India fino al Sudamerica, tante persone hanno potuto accedere a questi prestiti riuscendo nella stragrande maggioranza dei casi a restituire tutta la cifra nei tempi designati.
Perché é questo il "piccolo problema" che sorge con le banche: é sempre necessaria la garanzia di restituzione! E chi non può garantire? Purtroppo, sappiamo bene che spesso chi si trova in stato di necessitá – altrimenti non chiederebbe un prestito - si affida a persone/societá che prestano il denaro con interessi elevatissimi proprio perché le banche rifiutano di accordare un prestito.
Dall’idea del microcredito-azione solidale volta a sostenere i soggetti piú deboli – si é sviluppata l’azione del Social Lending, ovvero una forma di prestito personale, da persona a persona, con interessi minori rispetto alle banche, visto che i costi sono praticamente nulli. Questa pratica si svolge su Internet, dove il prestatore può conoscere – tramite dati – la/le persone a cui presta il proprio denaro, ma anche il richiedente può esaminare le diverse offerte di prestito, scegliendo quella piú idonea a sé.
Prendiamo il caso di Zopa , dove prestatori e richiedenti vengono abbinati nel modo migliore per rispondere alle reciproche richieste. Su Zopa chi ha denaro disponibile lo presta a chi lo richiede. Il sistema é molto semplice e limpido, i prestatori possono sempre verificare il posizionamento del proprio denaro e come viene utilizzato; il richiedente in questo modo paga il giusto, visto che non ci sono banche che devono trarne profitto. Per assicurare ai prestatori i controlli adeguati, i richiedenti sono raggruppati in base al loro merito creditizio (A+, A, B, C) e alla durata del prestito (da 12 a 48 mesi).
Ogni giorno una persona può richiedere del denaro in prestito valutando le diverse offerte – ovvero i tassi di interesse richiesti – e in base a ciò, fare la sua scelta. Per tutelare al meglio i prestatori, Zopa suddivide il denaro offerto su diversi prestiti, riducendo moltissimo il rischio di insolvenza e garantendo il massimo di profitto.
E Zopa, cosa ci guadagna? Certamente questa non é una causa a perdere, i creatori di questo business via web richiedono infatti una commissione sul valore totale del prestito ricevuto in base alla classe di appartenenza (A+ 0,5%; A 1%; B 1,5%; C 2%), a cui vanno aggiunti 10 € per anno di durata del finanziamento. La commissione viene pagata all'inizio, quando la richiesta di prestito viene accettata. Inoltre Zopa richiede ai prestatori una commissione annuale pari all'1% della somma data in prestito ai richiedenti, come una commissione per il servizio offerto.
Non sará il paese della cuccagna ma rappresenta sicuramente una fonte di investimento/prestito che in parte facilita il contatto tra persone, fornisce una soluzione semplice e "personale" per effettuare piccole transazioni di denaro. Il web consente l’incontro tra persone vere, che sono vicendevolmente utili. Non si tratta però di una panacea visto che, esattamente come accade nelle banche, il richiedente deve dimostrare di essere un buon pagatore: quindi le garanzie tornano ad essere un punto cruciale anche per questa forma di prestito.
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