Musica free quale futuro

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Musica free quale futuro

E' finita l'era della musica su supporto? In molti ormai credono che la musica continuerá ad esistere solo in digitale, ma si deve trovare il modo (equo) per farla pagare. Ormai sono anni che il mondo della musica cerca di arginare lo strapotere della Rete per la diffusione gratuita ma senza evidenti successi, per cui l'idea geniale a questo punto è, che se non puoi combatterli, meglio allearsi!

Se è vero che il cd va lentamente a scomparire, non solo per la possibilitá di scaricare gratuitamente da Internet qualsiasi brano mai pubblicato ( e non, data la possibilitá di autopromuoversi per i nuovi artisti!), ma anche per i lettori mp3 che ormai hanno sostituito i lettori cd. La realtá musicale va nella direzione della velocitá (ascolto un brano e dopo 10 minuti è sul mio pc), praticitá (un lettore mp3 da 8 Gb e porto con me un'intera libreria musicale) e del libero scambio.

Se un tempo ci si riuniva tra amici per ascoltare insieme il nuovo Lp della band preferita, oggi si naviga per prelevare la musica, la si trasporta sul supporto piú comodo e poi si porta in giro per ascoltarla con l'autoradio, con le cuffie oppure semplicemente la si collega allo stereo e si spara a tutto volume. 


Ma intanto le case discografiche cosa fanno? In una recente intervista Enzo Mazza, presidente della FIMI ( www.fimi.it) , la Federazione Italiana Industria Musicale che rappresenta le case discografiche, ritaglia un posto d'elite per il cd, che resterebbe in vita come prodotto di nicchia o anche per le edizioni deluxe, un po' come un prodotto artigianale, solo per pochi fan.

E per il futuro della musica in rete, prevede che con il tempo si affermerá un equo scambio tra il cliente, che pagherá magari un miniabbonamento, e le case discografiche, che accetteranno di rendere scaricabile tutta la loro produzione, ovvero sulla Rete si venderá piú che il brano unico, l'intero accesso al patrimonio musicale.

Grazie ad internet sará possibile semplificare l'accesso al prodotto musicale, sará possibile rendere interattivo il rapporto tra il consumatore e la casa discografica con evidenti vantaggi anche nello sviluppo creativo e nella promozione di nuove realtá emergenti. Internet è infatti il luogo ideale ove nuovi artisti e piccole etichette troveranno spazio per promuovere nuova musica. Ma tutto questo dovrá avvenire con la garanzia che chi ha prodotto il brano, gli artisti e gli autori ricevano un'adeguata tutela, sia tecnica che legale. 


Giá oggi le case discografiche stanno stringendo accordi con i piú importanti social network, come MySpace, che rappresentano un formidabile bacino per scovare nuovi artisti e al contempo promuovere i talenti giá noti. Secondo Mazza, le case discografiche si trasformeranno in "music entertainment company" cioè guadagneranno da varie fonti, investendo innanzitutto su Internet ma anche nel mondo dei telefonini, sui concerti e sui gadgets. Ampliando l'offerta e presidiando il pubblico giovanile nei punti caldi del web, il denaro verrebbe raccolto con modalitá nuove e iniziative moderne.

Infatti sembra chiaro che gli artisti giá molto forti sul mercato potrebbero facilmente procedere da soli, vedi Radiohead che producono il loro disco e poi lo vendono sul sito "al prezzo che puoi pagare", ma per tutti gli altri la major resta fondamentale. Se infatti la gratuitá della Rete aiuta chi è sconosciuto, al secondo step – "suono per guadagnare"- incorriamo sempre nello stesso problema: chi paga? 


In Danimarca è partito l'accordo tra un gestore di telefonia mobile, la TDC – un internet provider – e 3 grandi major per far partire il servizio Play: con 3 euro al mese si accede ad una libreria musicale di oltre un milione di brani di artisti famosi ( dieci volte in piú di Downlovers!), ma i file audio sono scaricabili solo sul pc, niente "ipod" insomma, e se disdici l'abbonamento spariscono dopo 30 giorni dalla memoria.

Giusto per chiarire meglio la differenza con Downlovers, che con il nome dice tutto, il sito italiano dove è possibile scaricare musica gratis e legalmente con il solo obbligo di vedere un breve spot pubblicitario.
E così mentre qualcuno sogna distributori automatici sparsi per la cittá dove ricaricare il lettore oppure concerti live solo per intenditori, sicuramente il futuro della musica passa per il pc e il mondo di Internet, che è poi diventato il mondo reale, visto che la maggior parte delle nostre ore le trascorriamo lì, per conoscere amici, comprare libri, ascoltare musica, vedere la tv.

Una vera rivoluzione, che le major cercano di cavalcare per non finire "scavalcati", ma che i musicisti sembrano giá aver abbondantemente compreso: " Saranno i telefonini a produrre i Michael Jackson e le Madonna del futuro" (Will.I.Am, Black Eyed Peas )

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