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I borghi più belli del nord e del centro Italia

i borghi più belli d'italia

Non è un caso se l’Italia nel tempo si è guadagnata l’appellativo di belpaese ed è una delle mete turistiche più visitate e ambite in ogni periodo dell’anno. Il segreto di tanto fascino non ha bisogno di essere celato ed è, anzi, palesato da sempre: l’Italia condensa nelle sue venti regioni un patrimonio storico e artistico incalcolabile, un’innumerevole quantità di tradizioni gastronomiche, una morfologia paesaggistica tra le più peculiari al mondo, un numero indefinito di siti culturali. Essa infatti detiene il più alto numero di siti considerati patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO.
L’Italia è disseminata di piccoli borghi antichi, centri abitati che non superano le poche migliaia di abitanti e che negli anni sono stati tutelati da associazioni come, appunto, I borghi più belli d’Italia, in quanto custodi di stili architettonici, paesaggi, tradizioni, dialetti, feste, produzioni artigianali ed enogastronomiche, che ne caratterizzano la loro unicità.
In questo articolo vi porteremo a spasso tra il nord e il centro Italia, viaggiando solo in alcuni dei 254 borghi “certificati”alla riscoperta della storicità e della bellezza italiana.

Offagna, Ancona, Marche

Questo paesello di poco meno di 2000 abitanti si sviluppa intorno alla rocca, un esempio di architettura militare risalente al periodo tra medioevo e Rinascimento, offrendo ai visitatori anche la possibilità di ammirare la chiesa del Santissimo Sacramento, costruita dall’architetto Andrea Vici, che rappresenta un gioiello dello stile neoclassico.
Tra le prelibatezze gastronomiche menzioniamo la crescia, una piadina cotta alla brace che è possibile degustare con le foie de campo (misture di erbe) o il coniglio in porchetta, accompagnando il tutto con il loro Rosso Conero doc.

Egna, Bolzano, Trentino-Alto Adige

In questo borgo verdeggiante troverete la pace dei sensi, girerete in bicicletta tra i portici di una vecchia città mercato, paesaggi sontuosi e attraversati da piste ciclabili in pieno Parco Naturale del Monte Corno; e poi il museo di Cultura Popolare, il Palazzo Zenobio, la chiesa trecentesca di San Michele e gli stili architettonici che s’intersecano dal gotico al liberty e al romanico.
I piatti tipici di Egna sono tipicamente sudtirolesi e basati su speck, formaggi, zuppe d’orzo, Gröstl (patate arrosto con pezzetti di carne) e la straordinaria polenta, amica ideale del Blauburgunder (Pinot Nero).

Ricetto di Candelo, Biella, Piemonte

Soprannominata la Pompei medievale del Biellese, questo luogo, che conta nel proprio centro un centinaio di abitanti, nasceva come deposito di prodotti agricoli da ben conservare tra le cinta murarie ancora in piedi: passeggiate, trekking e cicloturismo sono solo alcune delle attività da poter svolgere nella Riserva naturale della Baraggia e l’amministrazione ha creato all’interno di Ricetto una sede dell’Enoteca Regionale della Serra che conserva le produzioni vitivinicole di pregio del Biellese. Tipici i salumi del Biellese, il caratteristico Salam ‘d l’ula, la Paletta candelese e per terminare i dolci croccanti del Ciavarin.

Castel Gandolfo, Roma, Lazio

La celebre meta preferita di cardinali e prelati nonché luogo di villeggiatura dei Papi deve il suo nome al castello fatto erigere dalla famiglia romana Gandolfi nel dodicesimo secolo e dista pochi chilometri fuori Roma, nella zona del Parco dei Colli Albani o più comunemente conosciuti come Castelli Romani. In questa zona ricca di storia e ville rinascimentali, rovine italiche e romane, troverete ristoro e aria incontaminata lontani dalla chiassosa metropoli.
A deliziare il vostro soggiorno, i tipici piatti: bucatini all’amatriciana, frittura di pesce di lago, come pesce persico, anguilla e i cosiddetti “lattarini”, terminando con la frutta tipica, pesche o guance di canonico.

Giglio Castello, Grosseto, Toscana

Questa frazione della ben più celebre isola, conserva ancora intatta, su una collina a 400 metri sul livello del mare, una cittadella con le sue mura medievali di origine medicea; ci sono poi la torre del Saraceno costruita alla fine del Cinquecento, la Caletta del Saraceno con i resti che affiorano a pelo d’acqua della peschiera collegata alla villa romana dei Domizi Enobarbi.
Piatto tipico dell’isola è il coniglio selvatico alla cacciatora, una prelibatezza insaporita dai pomodori e le spezie che provengono dalla macchia mediterranea che viene valorizzato dal vino locale, l’Ansonaco.

Scanno, L’Aquila, Abruzzo

Lo sperone di roccia su cui sorsero i primi insediamenti dei monti dell’alta Valle del Sagittario, risalgono all’epoca romana e da allora ne corrispose la nascita del paese che ha sempre prevalentemente vissuto di pastorizia e cacciagione. Il territorio di Scanno è la seconda riserva naturale più antica d’Italia e si trova nel pieno Parco Nazionale d’Abruzzo: qui vivono orsi, camosci, cervi e lupi, e il naturale sbarramento dei monti aspri e selvaggi ha reso questo posto un eccezionale scrigno di tesori faunistici e floristici.
Dato per scontato che a quelle altezze venga fame – parliamo di un territorio tra i mille e i duemila metri di altitudine –, potrete insaporire le vostre bocche con i più variegati salumi e ricotte fresche, sagne e fagioli, maccheroni alla chitarra e secondi a base di carne d’agnello e maiale.

Spello, Perugia, Umbria

Si dà il caso che il nome di questo paese derivi dal suo fondatore, Ispeo Pelisio, uno dei compagni dell’eroico Enea, perdutosi nelle terre umbre. Questo è quello che dice la leggenda, ma in realtà Ispeo una volta scoperto questo meraviglioso posto non ebbe il coraggio di andar più via. La natura si può ammirare in tutto il suo splendore grazie ai sentieri intrecciati al Monte Subasio, mentre di epoche più recenti sono le costruzioni della chiesa Santa Maria di Vico, il complesso monumentale di San Girolamo e l’abbazia del nono secolo di San Silvestro completamente avviluppata dal verdeggiare dell’intorno.
E sicuramente Ispeo si sarà sollazzato con la pasta al tartufo nero, tipico di quelle terre,bruschette con olio extravergine d’oliva tra i più pregiati della penisola italiana e vini come Sangiovese e Merlot!

Cervo, Imperia, Liguria

La Liguria offre dei panorami costieri mozzafiato e la salita verso il castello posto sulla cima di Cervo ne offre un saggio ineguagliabile: il palazzo del Cinquecento sormonta i portici bassi e piccoli facendo respirare al viaggiatore il tempo di un’epoca intrappolata tra quelle costruzioni. Dai paesini dell’entroterra allo scorcio sulla Corsica, questo posto incantevole è una ricchezza per gli occhi… e per la bocca! Sì, perché nel mentre ammirerete le coste liguri, non potrete fare a meno delle fritture o della cucina a base di pesce e crostacei donati dal mare.

Arquà Petrarca, Padova, Veneto

Un luogo poetico, in senso letterale. In questo borgo medievale, ai piedi dei Colli Euganei, alle falde dei monti Piccolo e Ventolone, il poeta e scrittore Francesco Petrarca s’ispirò per le sue opere grazie all’incanto dei suoi scorci, alle sue strade lastricate, ai suoi panorami sereni, alla lucentezza della pietra con cui case e chiese furono costruite. Ancora oggi è possibile ammirare la casa del Petrarca, caratterizzata dalle sue pitture, uno studiolo identico a quello originale e un piccolo museo.
Se vi fermate ad Arquà Petrarca non potete non assaggiare il piatto tipico del posto, bigoli al ragù, degli spaghettoni fatti a mano con farina e uova, amabilmente uniti al ragù di manzo o di maiale e contornati di funghi porcini tipici di quei boschi.

Venzone, Udine, Friuli Venezia Giulia

Nel cuore verde delle Prealpi Giulie, sorge questo gioiello nazionale di architettura romanica e romano-gotica, Venzone. Si nota già dall’ingresso in paese, un porta imponente con un arco a tutto sesto, che l’atmosfera è un qualcosa fuori dalla contemporaneità: la Casa Marcurele dell’undicesimo secolo, il trecentesco palazzo degli Scaligeri, il duecentesco palazzo Zinutti e il Duomo romano-gotico del Trecento che include nel sagrato anteriore la Cappella di San Michele, custode delle Mummie di Venzone (mummificazione naturale dovuta a condizioni ambientali favorevoli).
E dopo il giro in paese, per il cibo non badate a spese: pasta fresca tradizionale, tagliolini alle verdure, il frico con la zucca, polenta e stinco, accompagnati dai dolci di Venzone (biscotti di miglio).